Sanremo 2010: il vincitore in anteprima, ovvero a ciascuno la sua droga
Classifica finale (prima della fine), e pagellone generale della 60a edizione del Festival
Con qualche giorno di anticipo sulla tabella di marcia, sappiamo già dirvi chi ha vinto il Festival di Sanremo 2010. Il vincitore è Morgan. Niente a che vedere con La sera, il brano che avrebbe dovuto presentare a questa sessantesima edizione della kermesse più nazional-popolare che esista (e chiariamo che utilizziamo la definizione nazional-popolare senza nessuna valenza dispregiativa). Per capire il perché di questa vittoria e il suo amaro retrogusto, seguite per un attimo il nostro ragionamento. Fino ad alcuni anni fa, diciamo fino a buona parte degli anni Ottanta, a cosa serviva il Festival? A indirizzare i gusti musicali di una fascia molto ampia di pubblico, quella che, senza troppa puzza sotto il naso, sceglieva le canzoni da ascoltare alla radio, i pochi dischi (sempre troppo costosi) da comprare, canticchiava gli eventuali tormentoni, faceva sì che i cantanti partecipassero a ospitate televisive successive al Festival, decretava un successo che orientava i prezzi a cui gli impresari vendevano alle piazze i concerti estivi dei cantanti usciti dalla kermesse. Insomma, generava micro e macro economie legate alla musica.
Facciamo un salto al presente. Pochi giorni fa, Morgan dichiara di essere un consumatore abituale di cocaina. Apriti cielo. Nell’Italietta buonista si grida allo scandalo. Il poliedrico cantautore monzese subisce una sorta di assurda gogna mediatica (ma quante sono le persone che siedono su alti scranni a consumare cocaina senza colpo ferire e che continuano indisturbati a svolgere il loro lavoro?). I vertici della Rai lo escludono dal Festival. Ma, ironia della sorte, La sera è uno dei pezzi più cercati e ascoltati su YouTube e non si parla altro che del caso Morgan. Così, l’integerrimo e sensibilissimo giurato di X Factor si trova al centro dell’attenzione più di un qualsiasi partecipante alla nuova edizione di Sanremo, le proposte di ospitate televisive triplicano, nei suoi numerosi concerti ai suoi fan si aggiungeranno schiere di curiosi e l’eco di questa (dis?)avventura si protrarrà a lungo creando, perché no, quelle macro e micro economie di cui sopra. E, si badi bene, per un qualcosa che ha poco a che vedere con la musica.
C’è da stupirsi? No. Sono anni che di Sanremo si parla più in termini di spettacolo televisivo che di vetrina musicale. Per questo motivo, i pezzi che partecipano alla gara sono costruiti per il palinsesto televisivo più che per il mercato discografico e muoiono pochi secondi dopo che il sipario cala su ogni edizione. Come a dire, Morgan incarna questa nuova declinazione del Festival, smaccatamente televisiva e non musicale. La cosa ancor più bizzarra è che a entrare, suo malgrado, in questo meccanismo, è un vero musicista.
PAGELLE - Qui di seguito, una breve pagella dei Big della sessantesima edizione, ancora in corso d’opera. E visto che il leitmotiv dell’anno è il consumo di stupefacenti, in calce ad ogni giudizio, la “droga” che (scherzosamente) consigliamo a ciascun artista. Per noi, comunque, l'unica vera e meravigliosa droga resta sempre Sanremo.
Arisa + Sorelle Marinetti Malamorenò
Come un vecchio 78 giri che si incanta, Arisa tenta di clonare l’effetto-tormentone di Sincerità, il brano che la consacrò vincitrice della sezione giovani della scorsa edizione. Si fa accompagnare dalle Sorelle Marinetti, tre deliziosi travestisti che richiamano le immarcescibili Sorelle Bandiera dell’Altra Domenica di Renzo Arbore. Carina e gradevole, ma, per carità, niente di più.
Voto: 6
Droga consigliata: ormoni per accrescere i seni delle tre Sorelle Marinetti.
Malika Ayane Ricomincio da qui
“Tenax-Tena-Tenax / I capelli immobili con disegni statici”, cantava Diana Est nel 1982. Chi se la ricorda? Forse Malika Ayane, e non per la musica ma per i capelli aerodinamici che sembrano tagliati dallo stesso parrucchiere. Tutti parlano di questa canzone, scritta con Pacifico, come una delle favorite a causa dell’estremo tentativo di essere retro e sofisticata. In realtà a tratti appare leggermente pretenziosa.
Voto: 6
Droga consigliata: qualcosa che limiti i movimenti inconsulti tipici delle esibizioni della Ayane.
Simone Cristicchi Meno male
Non basta sfiorare l’incidente diplomatico (il ritornello “meno male che c’è Carla Bruni / Sarko-no, Sarkozy”) per non cadere nella retorica del politicamente scorretto. Il pezzo è molto radiofonico. Firma anche Frankie Hi-NRG MC, ma qui Caparezza docet.
Voto: 6
Droga consigliata: diserbante per sciogliere gli inutili nodi.
ven, 19 feb 2010
- articolo di Mauro Petruzziello
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