Blur, Suede, Oasis: che fine ha fatto il Britpop?
Ripasso di storia (musicale) in occasione dell’uscita del dvd No Distance Left To Run di Damon Albarn e soci
Correvano gli anni ’90 quando in Inghilterra nasceva una nuova scena musicale in risposta al grunge americano, genere trascurabile secondo i cugini inglesi. I primissimi portatori sani del Britpop – termine coniato dal giornalista Stuart Maconie – furono i Blur di Damon Albarn e gli Suede di Brett Anderson. Si dice infatti che l’ondata ebbe origine quando le due formazioni fecero uscire i singoli Popscene e The Drowners, più o meno contemporaneamente, nella primavera del 1992.
Ben presto si unirono al coro Lush, Menswear, Pulp, Oasis, Supergrass, The Divine Comedy, Ocean Colour Scene, The Boo Radleys, Sleeper e gli Elastica di Justine Frischmann, proprio lei, fidanzata di Anderson e co-fondatrice degli Suede prima, ragazza di Albarn poi (fino al 1998).
Il fenomeno, che ebbe una forte risonanza in tutta Europa al punto da dettare il look dei giovani, finì poco prima dello scoccare del nuovo Millennio, lasciando tuttavia una traccia indelebile dietro di sé e una manciata di gruppi a testimoniarne l’esistenza. L’anno scorso i Blur si sono riuniti per una serie di concerti lasciandosi immortalare in un doppio album dal vivo (All the People: Blur Live at Hyde Park: recensione) e nel film-documentario No Distance Left To Run, uscito il 15 febbraio.
::: SECONDA PARTE : I SUPERSTITI :::
mar, 16 feb 2010
- articolo di Tirza Bonifazi Tognazzi
Commenti
Ancora nessun commento, vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Inserisci il tuo commento. Per favore, sii educato.
Se sei registrato fai login per far apparire il commento a tuo nome, altrimenti inserisci nome e indirizzo email.
fenomeni ultimi articoli
-
International Surfing Day: una domenica da leoni
Tirza Bonifazi Tognazzi
-
Nancy Sinatra: these boots are made for walking
Tirza Bonifazi Tognazzi
-
EuropaVox 2010: il crescendo di un Festival
Mauro Petruzziello, Gabriele Guerra

