Space Oddity, 2013: Cover nello Spazio

Sono rientrati proprio stamattina, paracadutati in Kazakistan, i tre astronauti della stazione spaziale internazionale che erano in missione da 146 giorni e 2336 orbite intorno alla nostra Terra. Che da lassù hanno confermato essere proprio blu come diceva David Bowie ("planet Earth is blue and there's nothing I can do"). Li hanno portati via dalla capsula Soyuz caricandoseli a braccia, perché dopo quasi 5 mesi trascorsi "sitting in a tin can and floating in a most peculiar way" la muscolatura, le ossa e il sistema circolatorio hanno bisogno di un po' di tempo per riabituarsi alla normale forza gravità.

 

Continuando il parallelo bowiano, uno di loro, il comandante Chris Hadfield (gli altri sono Tom Marshburn e Roman Romanenko), si potrebbe tranquillamente ribattezzare Major Tom. Ormai quasi tutti sanno il perché. Poco prima del rientro il colonnello canadese con l'hobby della musica, che su Facebook e Twitter ha radunato negli ultimi tempi un grande seguito pubblicando le sue bellissime immagini riprese dalla ISS, ha stupito tutti con un video. Il primo videoclip della storia girato interamente nello spazio. La prima cover — per l'appunto Space Oddity di David Bowie — realizzata quasi del tutto in una base orbitale: chitarra e voce dello stesso Hadfield, base al piano e mix curati sulla Terra da Emm Gryner e Joe Corcoran.

 

Non so voi, ma per me è la cover più galattica mai sentita, da pelle d'oca spaziale. Non per meri contenuti musicali, ovviamente. E' un pazzesco cortocircuito con la storia dell'esplorazione, considerando che l'originale del 1969 fu usata dalla BBC per accompagnare le immagini della missione Apollo 11 sulla Luna, ispirando intere generazioni di scienziati e futuri colonizzatori dello spazio. E chissà, giungendo magari anche all'orecchio di Chris, classe '59, che in tutti questi anni l'ha provata a riprovata su quella chitarra che oggi vediamo fluttuare "in a tin can", sognando di poterla strimpellare proprio là dove doveva essere fatto. Cambiando qualche parola del testo, forse per renderla meno drammatica — nel brano del '69 Major Tom si perde nel cosmo, una metafora per la tossicodipendenza — e più dolcemente autobiografica.

 

Chris twitta "Col massimo rispetto per il genio di Bowie... un ultimo sguardo alla Terra". David risponde "Hallo Spaceboy".

 

 

mar, 14 mag 2013 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: David Bowie

Commenti

  • Woob
    Woob
    14 maggio 2013, 13:44
    anche a me ha messo i veri brividi. Poi ho pensato anche un'altra cosa: prima o poi devono girare un bel thriller spaziale sulla ISS, magari con Duncan Jones alla regia! :P

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