Alexander Rhodes, Obama, Tom Cruise e il quarto d'ora di Warhol

Dopo mesi spossanti, carichi di tensioni e di attacchi da destra sinistra sopra sotto avanti e dietro, “four more years” Obama l'ha spuntata e si è potuto finalmente “rilassare”. Così, a caldo, si è catapultato sul palco a fare quello che più gli piace: dare sfogo alla sua grande capacità oratoria con un primo discorso di ringraziamento. Se ami parlare in pubblico, se il posto in cui sei più a tuo agio è una platea da enne-mila persone con un microfono davanti, non c'è niente di più bello che fare il President of the United States of America. Il doppio mandato poi è il massimo.

 

Parlando di sogni e di futuro Obama non ha potuto fare a meno di caricare tutto con l'enfasi del sogno americano. Che poi è la grande bufala del marketing socio-cultural-politico Made in USA, ma va bene lo stesso. Per cui: non importa se sei nero bianco giallo pellerossa gay etero ricco povero (e poteva infilarci anche un “rosso di capelli”, poi capirete), qui in America se ci credi e lavori sodo “you can make it”. Pari opportunità universali, che è bello ma solo in parte vero e possibile.

 

Barack non ha citato il noto Andy Warhol e il notorio quarto d'ora di notorietà che prima o poi spetta a tutti. Un po' perché da persona razionale sa che siamo in troppi, che i quarti d'ora di tutto il tempo cosmico non bastano, che lui da solo se n'è presi parecchi togliendoli inevitabilmente ad altri, e un po' perché suona male, sa di gloria davvero troppo fugace, di brillar di meteora. Però ai vari esempi della figlia dell'immigrato, del ragazzetto della periferia di Chicago o del North Carolina, che devono poter ambire e possono diventare dottori o ingegneri o presidenti, con un colpaccio di ars retorica poteva aggiungere anche “se sei una comparsa, un umile movie extra al settantesimo posto dei titoli di coda, puoi diventare più famoso di Tom Cruise”. Ci stava.

 

Spesso sbircio lo STARmeter di IMDb.com, lo “stellometro” con gli attori più cercati sull'Internet Movie Database, che è un po' il Google Trends dello star system hollywoodiano e ti fa capire come si orientano i gusti della gente, da quali film, ruoli e attori è attratta. E pochi giorni prima del (re)election day ti scopro un volto e nome ignoti, un rossiccio pel di carota, che risale posizioni su posizioni con una scalata entusiasmante. Ma che ha fatto Alexander Rhodes per meritare tanta attenzione? Ha salvato il cane di Jack Nicholson? È stato candidato agli Oscar nella nuova categoria Migliore comparsa perché appare sullo sfondo ma è davvero troppo bravo?

 

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Reddit è un social news (che tra l'altro sempre Obama ad agosto aveva mandato in tilt interagendo in prima persona con gli utenti) che porta all'attenzione i veri “hot topic” del web, minuto per minuto. Ebbene, postando un semplice commento su “come perdere peso per fare la comparsa in film sull'olocausto” – per esperienza personale in Out of the Furnace con Christian Bale, uno che di dimagrimenti drastici se ne intende –, insieme a una foto e un link, Alexander è stato votato e condiviso migliaia e migliaia di volte, e più saliva alla ribalta delle classifiche più scattava il meccanismo di emulazione e curiosità, del tipo “ma chi è questo Alexander Rhodes?”, più il suo nome veniva ricercato ovunque, passando per Google fino a IMDb. Ed ecco che l'aspirante attore, sempre in base al democraticamente cliccato, bruciava lo STARmeter superando nell'ordine Jennifer Lawrence, Liam Neeson, Chris Hemsworth, Johnny Depp, Bruce Willis e altre decine di star vere, secondo solo a Joseph Gordon-Lewitt. Automaticamente, siccome IMDb elenca il cast non in ordine di apparizione o di credit ufficiali, ma proprio in base al gradimento degli utenti, nella pagina dedicata al film Jack Reacher appariva in testa, davanti al protagonista indiscusso Tom Cruise. You can make it. Anche se studi biologia all'università di Pittsburgh – questo fa Alex – e magari preferiresti laurea e lavoro stabile a questo trancio di fama da raccontare ai nipotini.

 

Se adesso per curiosità cercate Alexander Rhodes su Google e vi ritrovate a leggere la bio di un missionario gesuita del '600 non spaventatevi, non siete i primi a sbagliare. È semplicemente Alexandre de Rhodes, per l'appunto un missionario gesuita del '600 che non ha mai fatto film. Eppure anche lui, a rimorchio di Reddit, Jack Reacher, IMDb e dell'attore quasi omonimo, ha vissuto il suo quarto d'ora di celebrità, e il suo profilo su Wikipedia per un po' è schizzato nelle visite. A volte anche con quattrocento anni di ritardo “il meglio deve ancora venire”.

mer, 21 nov 2012 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Tom Cruise

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