Eric Stoltz: Ritorno al Passato

  • Condividi su Facebook
  • postalo su Buzz
  • condividi su FriendFeed
  • segnalalo su Ok Notizie

inviainvia a un amico

La storia del cinema, soprattutto la storia degli attori di cinema, è piena di treni persi e mai più ripassati, di casting sfiorati per sbaglio o per sfortuna, di occasioni colte senza entusiasmo poi divenute svolte della carriera (e della vita). In teoria i film che abbiamo visto sono una centesima parte di quelli che avremmo potuto vedere.

 

Alcuni volti-ruoli ormai ce li abbiamo sotto pelle, ma il binomio poteva essere totalmente diverso. Per dire, Harrison Ford, uno dei più bravi e fortunati di sempre, da semplice falegname in casa Lucas (proprio lui, George) si ritrovò in poco tempo sulla ribalta di due trilogie campioni d'incassi: Guerre stellari, perché fu deciso che Han Solo invece che nero (cioè Billy Dee Williams, poi ripescato nell'Impero colpisce ancora nella parte dell'amico Lando Calrissian) doveva essere bianco; e Indiana Jones, perché il protagonista quasi designato, Tom Selleck, era tutto preso da Magnum P.I. e non aveva tempo. E che ne pensereste di un Matrix con Will Smith nei panni di Neo e Russell Crowe in quelli di Morpheus? Credete all'incredibile, ci siamo andati molto vicini.

 

Il consiglio scellerato di un agente, una sbagliata convinzione personale, contratti troppo vincolanti, avranno causato rimpianti da amputazione dei gomiti, soprattutto considerando che sappiamo tutto sugli attori più famosi, che evidentemente hanno avuto altre occasioni, ma non ci è giunto neanche un frame di quelli che si sono persi per sempre. Ma il caso forse più doloroso di tutti è un altro. Quello di un attore che sostenne i provini, ebbe ufficialmente la parte, la studiò, la mandò a memoria, provò i costumi, si alzò tutte le mattine, girò per quattro-cinque settimane, e solo dopo – fatto più unico che raro – fu sostituito. Il film era Ritorno al Futuro, il cui successo è inutile rimarcare, e a guardarli, in effetti, Eric Stoltz e Michael J. Fox si somigliano moltissimo.

 

Stoltz inizia il film, ma giorno dopo giorno Zemeckis è sempre meno convinto. Si susseguono riunioni febbrili tra regista e produttori – tra cui Steven Spielberg – per decidere di fare quello che non si è mai fatto, cambiare un attore protagonista dopo aver girato già una quarantina di minuti, fatti e finiti, già trattati in un primo editing. E Zemeckis la spunta, convince tutti a tornare sulla sua prima scelta, Michael J. Fox, considerato più ironico e consono al tono della commedia. Negli extra di una riedizione speciale del film sono visibili alcune scene con Stoltz, ma c'è qualcosa di morboso e crudele nella loro visione, quasi insopportabile se ci mettiamo nei suoi panni. Sorvoliamo sul domandone “sarebbe stata la stessa cosa?”. Marty McFly ce l'avremmo avuto sotto pelle come ce l'abbiamo oggi? In cosa sarebbe stato così tanto diverso? Tralasciamo mille temi, non è la sede e fa troppo male.

 

(fin qui i fatti, come i testimoni li hanno consegnati alla storia, di seguito il fantafinale)

 

Poco prima di essere silurato, alcuni dicono il giorno stesso, un ignaro Eric Stoltz è in attesa di quello che non sa essere il suo ultimo ciak in Ritorno al futuro. Da qualche parte a Los Angeles, si dice nelle stanze di un ufficio di Spielberg, c'è una cassaforte con dentro conservato proprio il filmato originale, da mantenere assolutamente segreto: è la pura presa diretta, senza post-produzione ed effetti speciali. Piove. Zemeckis è distratto, la testa già da un'altra parte. Eric si siede alla guida della DeLorean modificata da Doc e parte a tutta velocità, quando in fondo alla via un vero fulmine colpisce il prototipo a quattro ruote e l'auto svanisce nel nulla lasciando sull'asfalto una scia di fiammelle. Entrano in campo tecnici increduli, qualcuno si dispera, l'inquadratura si fa traballante, Zemeckis ordina di fermare tutto con ampi gesti, poi salta l'immagine. Eric ha avuto la sua rivincita, con gli interessi. E adesso ha un vantaggio, proprio come Biff che scommette su eventi sportivi di cui già conosce il risultato grazie al famoso almanacco. Può scegliere con tutta calma le sue parti vincenti. Quest'anno, un anno molto relativo nel suo particolare tempo, girerà CasablancaApocalypse Now, The Elephant Man, e, tanto per gradire, anche una sitcom, Casa Keaton.

ven, 19 ott 2012 - articolo di Gabriele Guerra

  • Condividi su Facebook
  • postalo su Buzz
  • condividi su FriendFeed
  • segnalalo su Ok Notizie

inviainvia a un amico

Commenti

  • Titor
    Titor
    6 novembre 2012, 13:19
    poveraccio lo Stoltz. spero davvero che sia andata come nella fantasia altrimenti davvero non so come abbia superato il trauma! ogni tanto ovviamente torna nel presente per fare anche i film che ha girato nella nostra realtà :)

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento. Per favore, sii educato.

Se sei registrato fai login per far apparire il commento a tuo nome, altrimenti inserisci nome e indirizzo email.


Segnala a un amico via email