Amy Winehouse nel Club 27

Brian Jones dei Rolling Stones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison se ne sono andati in un lampo, tra il 3 luglio 1969 e il 3 luglio 1971, dando rapidamente il via alla leggenda del "Club dei 27". Tutti 27enni, tutti talenti precocemente bruciati, scomparsi in circostanze più o meno controverse, tutti con una J nel nome o nel cognome. E anche un grande del passato come il bluesman Robert Johnson aveva solo 27 anni quando se ne andò. Così come in seguito Kurt Cobain, tanto per rinforzare l'idea di una specie di maledizione (ma senza la J), che poi è senz'altro semplice coincidenza.

 

Scavando tra le biografie fino a ieri, il libro grafico The 27s: The Greatest Myth of Rock & Roll contava nel Club 34 musicisti famosi, che purtroppo oggi con Amy Winehouse diventano 35. Il nome più prevedibile e perciò ancora più triste e amaro. Amy Jade, anche lei con una J nel nome, anche lei 27enne e con tanto ancora da dare. O forse no, lei che come gli altri aveva già dato tutto e perciò ha preferito dirci addio molto prima del tempo.

 

Nella stupidità di tutti questi pensieri, di ricorrenze e presunte maledizioni, sarebbe bello però poter realizzare il desiderio forse più stupido. Cancellare in un attimo tutte quelle orribili foto, tutti gli scatti rubati, pagati e scrutati, tutte le intrusioni nel privato e nel morboso con cui la gente sembrava ogni volta divertirsi così tanto, parlando di un ultimo terribile flop, di un look disastroso, di un fisico abusato e di una psiche fragile. Anche se ormai è troppo tardi. E cancellare magari anche la miseria dello spirito di chi sta già mettendo mano ai master da rimasterizzare e agli artwork da rimpacchettare. Il che invece non sarebbe tardi. Cercate una nuova Amy, piuttosto, e lasciatela in pace fino a 97 anni.

 

 

sab, 23 lug 2011 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Amy Winehouse

Commenti

  • mauro
    mauro
    24 luglio 2011, 14:36
    Un'artista autentica. Che purtroppo dimostra la sua autenticità anche con questa morte drammatica. Hai ragione, Gabriele: cancellare la miseria dello spirito di chi già pensa a monetizzare questa terribile scomparsa. Silenzio per Amy.

  • Riccardo
    Riccardo
    29 luglio 2011, 10:09
    Io invece credo che quelle foto, seppur frutto di un indegno sciacallaggio (perchè non è stato dato risalto all'ultima apparizione pubblica di Amy Winehouse, pochi giorni prima di morire, in occasione di una esibizione della sua "protetta" Dionne Bronfield ? Forse perchè non era abbastanza ubriaca ?), debbano restare, come monito verso chi voglia emularne la vita dissipata; certo, mi rendo conto anche che quelle immagini potrebbero alimentare una sorta di fascinazione su chi le osserva, e scatenare quindi un pericoloso "effetto boomerang". Sono totalmente d'accordo invece su un altro tipo di sciacallaggio, quello che si prepara ad operare la sua casa discografica; spero che ce lo evitino (anche perchè, se non era ancora uscito un nuovo album a firma Amy Winehouse, vuol dire che evidentemente non era ancora pronto, pertanto la scusa già pronta del lascito musicale non regge), anche se non nutro alcuna speranza a questo proposito. Lasciamo riposare in pace una grande cantante, il cui bagliore ha illuminato di una luce fortissima ed accecante questi anni gonfi di musica artefatta, ed una donna che, comunque la si voglia pensare, ha sofferto molto. Spero che ora abbia trovato la pace che non ha mai avuto in vita. A lei vanno le mie preghiere ed i miei ringraziamenti per quello che ci ha regalato.

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