Sorpresa Radiohead: nuovo album sabato prossimo!?!

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Nuntio vobis, il giorno di San Valentino, che tra soli cinque giorni esce il nostro nuovo album. Parla il sito ufficiale dei Radiohead, affacciato su una piazza più grande di San Pietro — il mondo — e la notizia si sparge fulminea con più eco e sorpresa della nomina di un nuovo papa.

 

Quasi stucchevoli. Thom Yorke e compagni continuano a fare quello che gli pare, in barba a tutte le leggi sacre — per questo violabili? — del marketing. Quale grosso nome si fa "scappare" un annuncio simile con così breve margine sull'uscita? Non bisogna preparare il terreno con il singolo, gli uffici stampa, le anteprime, le voci di corridoio e tutto quanto fa brodo? Evidentemente no, e non da ora, per i Radiohead.

 

Stavolta, a partire da sabato 19 febbraio, giorno della finale di Sanremo (e qui Gianni Morandi non ha gradito), si potrà scaricare dal loro sito www.thekingoflimbs.com il nuovo The King Of Limbs, a 7 o 11 euro (formato mp3 o wav). Non più il prezzo fai-da-te "it's up to you" che stupì tutti all'uscita di In Rainbows (evidentemente i fan non furono poi così generosi), ma comunque sotto la media dei principali store digitali. Un fortunatissimo acquirente, inoltre, riceverà copia autografata dell'opera fisica, ma illudiamoci poco visto che sarà una riffa con svariati milioni di partecipanti.

 

Già, perché in prevendita poi c'è anche l'opera vera e tangibile, che sarà spedita a partire dal 9 maggio 2011, il primo (forse, dicono loro stessi) "Newspaper Album" della storia, fatto di due vinili, il CD, ampi fogli di artwork (un giornale?), 625 piccoli pezzi colorati (un puzzle?), custodia in plastica biodegradabile, per essere leali e "correct" anche nei confronti del pianeta, e digital download, il tutto a 36 o 39 euro (la differenza la fa sempre il formato mp3 o wav).

 

Ultimo ma non ultimo, ipotizziamo però, uscirà dopo qualche tempo anche un triste e normale cd nei negozi — come avvenne anche l'altra volta -, giusto per non tagliare del tutto fuori chi non ama i pod portatili, non vuole spendere soldoni per i cofanetti, non scarica illegalmente. E ce ne sono in giro.

 

Se c'è un "problema" è che i cinque dell'Oxfordshire non propongono mai un modello davvero alternativo e replicabile, che liberi la strada e aiuti anche altre migliaia di gruppi, sempre alla ricerca disperata di vera indipendenza e di maggiore visibilità. La libertà dei Radiohead resta un'illusione irraggiungibile. Si basa tutta sull'autorevolezza guadagnata sul campo, la coerenza apprezzata dai sempre più numerosi fan e il tam tam spontaneo che rilancia e amplifica ogni nuova mossa.

 

All'inizio non avrebbero mai potuto fare così. Ma ripercorrendo una per una tutte le loro tappe, le scelte, la riservatezza e a tratti le grandi aperture all'esterno (vedi l'ultimo dvd "fan made"), le svolte quasi incomprensibili anche e soprattutto a livello musicale, sembra quasi che sin dall'inizio sapevano che un bel giorno avrebbero potuto fare così. Sì, lo sapevano.

 

mar, 15 feb 2011 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Thom Yorke  Radiohead

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Commenti

  • sidvalli
    sidvalli
    15 febbraio 2011, 15:31
    ...ce ne sono in giro? Davvero?

  • Gabriele
    Gabriele
    15 febbraio 2011, 17:09
    Perché... non ce ne sono? Ma sì che ci sono.. o no?

  • Tano
    Tano
    24 febbraio 2011, 14:57
    Sssssempre unici.

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