Un libro con le lettere di John Lennon, anzi no, forse

Qualche giorno fa, il 20 gennaio, il Guardian lancia una nuova succosa notizia su John Lennon: circa 150 lettere inedite — scritte a case discografiche, giornali, a un bimbo di 8 anni, alcune anche contententi dei preziosi disegni — saranno pubblicate dalla Orion Books di Londra nel 2012; epistolario fisicamente in possesso del biografo dei Beatles Hunter Davies, ma ceduto a livello di diritti da Yoko Ono per circa 500mila sterline.

 

Notizia ampiamente ripresa ovunque, come da veloce rassegna stampa, all'estero come in Italia. Internet funziona così: come onde sismiche che da un epicentro, il Guardian, viaggiano verso il Rolling Stone, NME, GQ e milioni di blog. Nessuno che, ovviamente, abbia la voglia o la possibilità di sentire Yoko Ono o Davies o la Orion, per dettagli, smentite o conferme. E il giorno dopo la carta stampata va a rimorchio, col pilota del copy-paste in automatico.

 

Inciso: la notizia, neutra in partenza, viene via via condita, forse per aggiungere almeno qualcosa che non sia semplice copia o traduzione (spesso sbagliata), e l'ingrediente è quasi sempre velenoso. Quindi Ono avida arpia, sfruttamento, Lennon non avrebbe gradito, eccetera. Osservazioni anche lecite, solo un po' (tanto) ripetitive.

 

Il 2010 per John d'altronde è stato di grandi anniversari: l'8 dicembre trenta anni dalla morte, il 9 ottobre settanta dalla nascita. Normale che il mercato si sia sbizzarrito con varie soluzioni, ma assecondando come sempre la domanda del pubblico. Il cinema con il film Nowhere Boy e il documentario Lennon Naked, il settore musicale con ristampe rimasterizzate di hit, Power to the People, e degli album solisti, e poi libri, fumetti, bed-in pacifisti esibiti in vetrina, eccetera. L'anniversario è un must per condire queste operazioni. Per dire, l'eventuale ottobre 2012, data di pubblicazione del libro, cadrebbe anche lui nel cinquantennale di Love Me Do, singolo di debutto dei Beatles.

 

Già, eventuale. Per puro caso torno sul Guardian, ma solo perché la url è ancora memorizzata nella cronologia del browser e, causa un mouse un po' ribelle, la clicco per sbaglio (per fortuna è una news innocua, cancellare sempre la cache per non riportare a galla siti imbarazzanti!). La notizia-epicentro è stata pesantemente modificata, tutta in grassetto, in data 25 gennaio, in pratica rimossa in attesa di chiarimenti. La Ono non ha venduto ancora nulla, ha solo dato il permesso alla pubblicazione, ma l'accordo si deve ancora fare, non si sa bene con chi.

 

Il terremoto non funziona mai due volte, non ritorna sui suoi passi, cioè non esiste mai un epicentro per la smentita completa o la correzione del tiro. Il gioco del domino non riparte, il Guardian con la sua rettifica non può nulla contro il mondo intero che ha replicato milioni di volte la notizia certa delle lettere di Lennon. E così funziona sempre, per quasi tutte le notizie, anche in caso di indagini e omicidi, guerre e missioni di pace, e anche per me, illuso "informato", che solo per caso, per una volta, ho colto l'evoluzione di una parziale verità. Chissà quanti memi senza fondamento, smentiti depistanti inesistenti, si sono già replicati e radicati nell'immaginario collettivo negli ultimi tre minuti.

 

Non resta che sperare che l'avida Ono trovi l'accordo, proprio per 500mila sterline, e la Orion esca col suo libro epistolario di Lennon, proprio a ottobre 2012.

 

gio, 27 gen 2011 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Libri  John Lennon

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