Sottofondi musicali: l'intreccio Gdf, FPM, srl, SCF, CEI, dentisti

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Quasi un anno e mezzo fa, era il febbraio 2006, il panico schizzò alle stelle quando la Guardia di Finanza, in collaborazione con la FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale), scoprì un misterioso mega server ben occultato in uno scantinato del milanese. Il gigante mnemonico da centinaia e centinaia di gigabyte, praticamente un Polifemo del regno degli hard disk, custodiva qualcosa come 400mila brani musicali, e tramite una subdola rete strisciante, dal nord al sud dello stivale, li spacciava a ufo, a sbafo, senza ritegno, in 180 centri commerciali sparsi in tutta Italia. Avete presente il piacevole sottofondo musicale che accompagna allegramente il vostro shopping mentre vi aggirate tra gli scaffali ricolmi di leccornie e balocchi?

 

La PubliVale srl, società titolare dellillegale mostro giuridico e informatico, a quanto pare non pagava nemmeno un euro dei cosiddetti diritti connessi alla musica diffusa nei locali a cui prestava i suoi servizi, diverse tonnellate di fiorini che avrebbe dovuto versare alla SCF (Società Consortile Fonografici), incaricata della riscossione. Nellagosto del 2005 i negozi di abbigliamento, attraverso la Federmoda, si erano già messi in regola con lequo compenso per la stessa questione, diffusione di musica nei propri esercizi commerciali. Grosse catene librarie ne avevano seguito lesempio, sottoscrivendo simili intese per non negare alla clientela le rassicuranti melodie di sottofondo. Perfino la CEI (Conferenza Episcopale Italiana), il mese prima, luglio 2005, era dovuta scendere a patti con la SCF che a questo punto comincia davvero a farmi paura, nel dubbio spengo lo stereo per riportare nella legalità circa 30mila parrocchie. I dentisti no, pur denunciati resistevano a oltranza tantè che continuano a fare paura più di tutti, anche a quelli della SCF e non si sa bene come sia andata a finire. Nel caso saprebbero come vendicarsi.

 

Tutto ciò fino a quando, notizia di questi giorni, il GIP che ha seguito il caso dei centri commerciali, decide per larchiviazione. La normativa è ambigua, di difficile interpretazione. La PubliVale fornisce un servizio tecnico, le tasse sui diritti di diffusione devono essere pagate solo dai supermercati, altrimenti sarebbero pagate due volte. Bel guaio: sequestri di server e accuse dissolte nel nulla. Norme da modernizzare e da adeguare quanto prima. Vado dal dentista più sollevato, forse avrà meno motivi per essere nervoso. Ma gli chiederò il solito favore di sempre, cioè spegnere la musica di sottofondo. Anche i timpani hanno bisogno delle loro cure.

ven, 6 lug 2007 - articolo di Gabriele Guerra

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