Gil Scott-Heron: l'alchimista

Il poeta afroamericano si è spento a New York il 27 maggio, all'età di 62 anni.

Ero niente, o insomma, qualcosa che gli assomiglia. Un misto di paura, ignoranza e disagio. Soffrivo la pena e l'inconsistenza di non poter essere me stesso. Mi chiedevo sempre cosa ho, cosa non ho, mi hai insegnato a chiedermi chi sono. Eri un leone, tu che neanche saprei come chiamare — arte, ispirazione, musica o armonia  — e il tuo cuore era grande come un sole, che mi ha scaldato, salvato, rivelato.

 

Ma il successo porta tante nuvole, nuvole spesse, e anche quel calore può essere oscurato, diventa inverno. La vanità e la droga, quanto spreco. Ritrovo me in tanti di voi che mi passate davanti, che mi ignorate, in te che neanche mi vedi, uomo invisibile, senza casa, senza un tetto, uno dei tanti vermi schiacciati dentro questa grande mela.

 

Tu sei affamato di fama, tutto quello di cui hai bisogno è nella limousine. Comprala più grande, comprala più lunga anche della tua piscina. Il cloro ti scolora, il riverbero sull'acqua ti fa più nero. Chiama tante ragazze, agita i cocktail, loro in cambio agitano bene il di dietro, poi inventa quattro rime, tanto è inutile. Puffy piffy puffy poffy duddy diddy, cambiati il nome mille volte, cambiati anche i connotati, non cambia la sostanza. 

 

Io invece come mi devo ribattezzare, Gil Scott-Hero? Eroe, per te, dovrei esserlo, perché la sottospecie di musica con cui ora ti fai bello, che ti piaccia o no, l'ho inventata io prima che tu nascessi. Vogliamo ridividerci le royalties della dignità? Attenzione allo scambio, io finisco sul macchinone e tu dentro al mio cartone. E ti assicuro che ci fa freddo. E invece niente, sono Gil Ghost-Heron, un Fantasma. Tu non mi vedi.

 

Negami l'elemosina, negami un dollaro, negami anche solo 50 cent. Diventa ricco o muori provandoci. Peccato che tu ricco lo sei già, sono gli altri a morire tentando. Bravo Mida, bravo re, sei tu il vero alchimista, quello che ha trasformato il piombo in chili d'oro che porti al dito, o appesi al collo. Hai un giubbotto antiproiettile foderato di platino, le pallottole adesso sono solo illusioni da videogame, carezze di verdi bigliettoni.

 

Fatti incastonare un diamante negli incisivi per far brillare meglio il tuo sorriso, fatti incastonare del piombo in mezzo agli occhi e quel sorriso si spegnerà. Tu vate, profeta, sua Eminenza, vescovo e papa, continua a pontificare, scavalca distratto i miei piedi sporchi. Dovresti venire a lavarli e poi baciarli. Ma non ne sai nulla.

 

Scriverò questa lettera sui muri della città, se solo trovassi una matita non tanto spezzata da poterla temperare. La scriverò fino all'ultimo piano del grattacielo più alto, sui ponti sotto cui ho dormito, se solo riuscissi a uscire da questa prigione. Se solo riuscissi a scaldare le mani paralizzate dal gelo. Se solo ci fosse ancora il tuo cuore grande come il sole.

 

pubblicato in origine il 9 mag 2008

 

:: l'ultimo album I'm New Here ::

lun, 30 mag 2011 - articolo di Gabriele Guerra

Tag: Spoken  Hip-hop  Gil Scott-Heron

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