articolo di
Gabriele Guerra
Attualità del dibattito
Da un dibattito dell’800: [...] si capisce bene che l’ingegno e l’inventiva umana sono volti al tentativo di aumentare la diffusione e la fruizione della musica, ma dove porterà questa innovazione della stampa su carta degli spartiti? Il pubblico si disabituerà all’ascolto delle grandi orchestre sinfoniche, si impigrirà preferendo sollazzarsi nei salotti buoni al cospetto di dilettanti che suonano riduzioni per pianoforte di grandi opere. Chi tra i grandi compositori, poi, continuerà a mettere la sua scienza musicale al servizio dell’Umanità, sapendo che viene svilita in siffatto modo?
Da un dibattito degli anni ‘20: [...] certo, la radio è in grado di raggiungere tutte le case, ma proprio per questo ci si ritorcerà contro. Chi farà più la fatica di andare ad ascoltare i concerti dal vivo, quando girando una manopola può farlo seduto comodamente in poltrona? L’artista vive di ricompense e di applausi, senza pubblico avvizzisce e poi si spegne. La musica morirà.
Da un dibattito degli anni ‘40: [...] il supporto sonoro rappresentato dai dischi di vinile da un lato favorirà la moltiplicazione di musica, la sua diffusione su ampia scala, garantendo anche grandi ritorni economici. Ma che ne sarà di tutte le ottime band che suonano in diretta nelle radio? Con tutti i trucchi possibili nella registrazione di dischi saranno favoriti i falsi artisti, più appetibili per le nuove leggi del divismo.
Da un dibattito degli anni ‘80: [...] la televisione è un canale nuovo e potentissimo per la diffusione musicale. Ma è vera musica? Il video uccide le star della radio, il pubblico diventerà sempre più interessato al look e all’apparenza, piuttosto che ai contenuti. Già ora applaude istericamente a gente che fa finta di cantare in playback, purché sia attraente e ammiccante.
Da un dibattito degli anni ‘90: [...] internet cancellerà il concetto di copyright. La Rete e l’invenzione dell’mp3 daranno un impulso senza precedenti alla diffusione istantanea dei contenuti musicali, replicati all’infinito. Ma chi ne approfitterà? Solo il pubblico, che ormai vuole tutto e gratis, oppure anche gli artisti? Sarà una rivoluzione dalle conseguenze devastanti.
Da un dibattito degli anni ‘20 del terzo millennio: [...] la simultaneità di tali concerti, grazie alle nuove tecnologie di proiezione olografica, permetteranno sì tour globali di un solo giorno, tutte le settimane, ma alla gente in fondo non interessa più ascoltare musica, vuole solo condividere con il suo idolo un luogo e un momento speciale. Da ora in poi non avrà più neanche questa illusione.
Da un dibattito degli anni ‘40 del terzo millennio: [...] come si temeva la diffusione totale di tutto lo scibile musicale, grazie all’applicazione già in stadio fetale di antenne laminari sui timpani, ha anestetizzato il pubblico che non desidera più tutto quello che ha già, sin dalla nascita.
Da un dibattito di un futuro imprecisato: [...] pare che questo misterioso personaggio, che si dice essere un possibile pro-pro-pro-pronipote di tale Beethoven, abbia riacceso l’interesse e l’entusiasmo intorno a questa arte ormai dimenticata. La gente impazzisce ascoltando gruppi di persone che suonano all’unisono strani strumenti, eseguendo quelle che si chiamano sinfonie. Che a nessuno venga in mente di inventare gli spartiti.
ven, 12 set 2008
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