Vent'anni fa, in viaggio per i Pink Floyd a Venezia

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Mai stato fan sfegatato dei Pink Floyd. Non dei Pink Floyd senza Syd Barrett, men che meno dei Pink Floyd senza Roger Waters, ma un grande estimatore sì, e poi il fascino c'era tutto. Concerto gratuito a Venezia, sull'acqua, proprio di fronte a Piazza San Marco, palco all'avanguardia, la laguna costellata di barconi, giovani da tutta Europa, polemiche a non finire, e — personalmente parlando — un'estate simbolo a cui dover dare la svolta. 15 luglio 1989, venti anni fa. Ci pensavo da giorni, autostop o treno, pullman o chissà come, un'idea un po' pazza considerando i pochi soldi in tasca e che, appunto, i Floyd non erano mai stati al top delle mie passioni musicali. Però, ripeto, il fascino c'era tutto. E lasciamo perdere se poi la disorganizzazione dell'evento lasciò 300 tonnellate di rifiuti, organici e non, sul dormitorio improvvisato in piazza, lampioni divelti e, qualcuno disse, anche marmi di inestimabile valore lesionati dai decibel.

 

Venti anni fa e un ricordo vivo come fosse ieri. Non dell'avventuroso viaggio verso Venezia, dell'attesa, il sole, la sete, la band che galleggia sull'acqua, luci a fendere la nebbiolina verde. Niente Gilmour e niente Comfortably Numb. Resta il ricordo di un viaggio mai fatto e di una serata passata davanti alla tv. Il 15 luglio 1989, il fato aveva fissato per me tutt'altro cavolo di appuntamento: l'esame di maturità...

 

mer, 15 lug 2009 - articolo di Gabriele Guerra

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