Intervista a un perfetto sconosciuto

  • Condividi su Facebook
  • postalo su Buzz
  • condividi su FriendFeed
  • segnalalo su Ok Notizie

inviainvia a un amico

È parecchio tempo che mi ci arrovello. Sarebbe deontologicamente corretto, giornalisticamente valido, rispettoso nei confronti dei lettori? Certo, in teoria un'intervista dovrebbe essere tanto più interessante quanto più prestigioso, o in vista, è il nome dell'intervistato. Dovrebbe. E se uno sconosciuto avesse cose più interessanti da dire? Beh, fossero troppo interessanti, testimonianze sensazionali, automaticamente non sarebbe più sconosciuto; al massimo potrebbe cercare di restare anonimo, ma comunque ricercatissimo. Un perfetto sconosciuto però, anche senza chiasso e clamorosi scoop, può allargare un orizzonte, portare la sua piccola esperienza e stimolare una riflessione. Mi capita davanti una sera qualunque, una birra al pub come tante. Per me non è sconosciuto, ovviamente. Si parla di musica, come spesso ci capita, ed esattamente a 15 anni dalla scomparsa si finisce col ricordare Kurt Cobain. Mi torna in mente un vago ricordo, una curiosità sul perfetto sconosciuto, e mi sorge spontanea una domanda. Lui parte distrattamente col suo racconto. Io rimedio una penna dal tavolo di fianco, mentre una tovaglia di carta diventa un improvvisato blocco note.

 

Ricordo male, oppure tu hai assistito a tutti e tre i concerti romani dei Nirvana?

Sì, è così. Anche quando erano sconosciutissimi, per fortuna c'ero.

 

Il primo sarà vent'anni fa...

Era esattamente il 27 novembre 1989, al Piper Club, per il tour di Bleach, un concerto organizzato da Radio Rock. Io avevo appena iniziato l'università e vivevo finalmente a Roma, invece di fare il pendolare dalla provincia. Il Piper devo dire che l'avevo sempre associato a Patti Pravo, ricordo che quella sera ci andai a piedi, partendo da Porta Pia. I Nirvana li avevo conosciuti grazie a una dritta casuale. Ero volontario a Bracciano per l'organizzazione di alcuni concerti: una sera suonavano gli Overlord che avevano una bassista di una bellezza abbagliante e i Garçon Fatal, e uno degli accompagnatori della band cominciò a favoleggiare di questi Nirvana. Di quella scena conoscevo già i Soundgarden, perché avevo comprato un'audiocassetta a Firenze poco tempo prima. Ma i Nirvana erano di un altro pianeta: ricordo che presi in contemporanea il 2° album dei Soundgarden — orrido — e proprio Bleach, e non c'era paragone. Tornando alla sera del Piper, ci arrivo emozionatissimo. Ci sono solo pochi intimi, mi sistemo su un balconcino stile liberty, con il biglietto che costava qualcosa come 19mila lire, ma comunque tra le 15 e le 20. I Nirvana suonano di spalla ai TAD. Conservo ancora la locandina con Cobain svenuto sul palco, perché anche visivamente erano avanti. Inizia il concerto, con il bassista Novoselic, lungagnone, che suona tranquillo a piedi nudi. Al secondo o terzo pezzo attaccano School, ancora oggi uno dei miei preferiti. A un tratto vediamo Kurt Cobain, che si era assentato un attimo, rientrare sul palco completamente fuori di testa: si arrampica in cima a una torre di amplificatori, agitandosi minaccioso, sembra veramente King Kong sul grattacielo. Il concerto viene sospeso immediatamente. Ma nonostante ciò, restiamo tutti compiaciuti e contenti di quello che abbiamo appena visto. Gli organizzatori non rimborsano il pubblico, ma al tempo stesso, da quello che risulta, non pagano neanche la band! Quanto a Kurt, dopo un bel po' si seppe che era furioso perché era stato appena derubato di una sua chitarra, qualcosa di molto prezioso.

 

E il secondo concerto?

Il secondo colpo fu nel 1991 o nel '92 (era il 19 novembre 1991, ndr), al Castello, quartiere Prati, stavolta pienissimo. I Nirvana però non erano ancora così famosi, per dire il video di Smells Like Teen Spirit non era ancora esploso su MTV. Come band di supporto cerano gli ottimi Urge Overkill, tutti in giacca e cravatta. In giro vidi anche Orma, vecchio compagno di liceo, che faceva l'esperto di musica alternativa quando non ne sapeva nulla, di sicuro era lì solo per rimorchiare. Nella band non c'era più Chad Channing, grandissimo batterista, sostituito da Dave Grohl. Per tutto il concerto restai ipnotizzato dalle capacità di chitarrista di Cobain, chissà, forse anche per il fascino del mancino, e dal fatto che cantava divinamente. Si vedeva benissimo che era diventato un artista consapevole: non ancora professionista, ma sicuramente non più dilettante.

 

E così arriviamo al tour di In Utero.

Già. Il terzo incontro con i Nirvana fu al Palaghiaccio di Marino, strapieno, nel febbraio del '94. Personalmente non ero del migliore umore, la ragazza mi aveva appena lasciato, tant'è che mi avviai in macchina da solo, in mezzo a un traffico terribile, terrorizzato di poter incontrare la mia ex in nuova compagnia, ma esaltato dal poter sentire In Utero dal vivo, un disco molto bello anche se non sublime. Rock'n'roll contro Amore, insomma. Per fortuna, giunto al concerto, incontro via via soltanto amici e così mi rilasso. Di spalla ci sono i Melvins, un gruppo meraviglioso ma praticamente inascoltabile — che solo i Nirvana potevano avere il coraggio di portare con sé in tour — dal basso deflagrante, alla Black Sabbath, che di sicuro si sentiva fino a Roma città. Ma il resto del concerto, dai Nirvana in poi, è semplice routine. Kurt Cobain appare spento, attore di se stesso, che di lì a poco avrebbe fatto un primo tentativo di suicidio, ricoverato proprio al Policlinico di Roma. Per il resto non mi è rimasto praticamente nulla di quella sera. Ricordo che la notizia della scomparsa la ascoltammo alla radio, e non deve essere un caso. Da lì in poi, con internet cellulari e velocità, il tempo si è come ristretto, e in 15 anni di musica in pratica non è successo quasi niente. Ripensandoci, bisogna dire che sì, i Nirvana sono stati un gruppo che ci ha fatto veramente divertire...

ven, 19 giu 2009 - articolo di Gabriele Guerra

  • Condividi su Facebook
  • postalo su Buzz
  • condividi su FriendFeed
  • segnalalo su Ok Notizie

inviainvia a un amico

Commenti

Ancora nessun commento, vuoi essere il primo?

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento. Per favore, sii educato.

Se sei registrato fai login per far apparire il commento a tuo nome, altrimenti inserisci nome e indirizzo email.


Segnala a un amico via email